LE PALME E IL GELO

Osservazioni sul gelo, la neve e le palme

Nei giorni 10 e 11 gennaio 2009 si è potuto verificare quanto il microclima lacustre sia importante. A Milano il giorno 10 la temperatura minima era di -9°C mentre sul lago è stata di +4,1°C, il giorno 11 sempre a Milano era di -6°C mentre sul lago è stata di +4,6°C. Ho preso Milano per riferimento ma in tutta la pianura occidentale le temperature sono andate notevolmente sotto zero. Anche Castiglione delle Stiviere, a pochi km da Desenzano alle 21 dell’11 gennaio dava -2,5°C mentre nella zona Desenzano/Autostrada +2°C e sul lago +3,3°C, questo verificato personalmente.

C'è da osservare comunque che in questo periodo la zona di Castiglione presentava la neve al suolo che riflette gran parte del calore e tende ad abbassare le minime quando il cielo è sereno, specialmente la notte, favorisce un’alta dispersione di calore che provoca gelate intense. Ma anche durante il giorno la neve non assorbe la luce e così anche il suo calore solare si riflette quasi totalmente mantenendo anche la temperatura massima registrata nelle ore diurne prossima allo zero. Questo logicamente in un regime di ventilazione fredda orientale. Col passare dei giorni il manto nevoso invecchia e accumulando su di esso polvere, prende una tonalità più scura, il che provoca un maggiore assorbimento della radiazione solare da parte della neve che per tanto tenderà a sciogliersi di più. Man mano che la neve si scioglierà anche le temperature notturne gradualmente in queste condizioni risaliranno.

Alcuni consigli per le palme con la neve

-Dopo una nevicata (ma anche durante) togliete la neve dalle foglie in quanto il suo peso le fa piegare indietro indebolendo i tessuti interni e questo aggiunto al gelo può provocare uno stress interno che può compromettere la ripresa naturale del passaggio della clorofilla.
-Togliete più neve possibile anche dal terreno circostante la palma perché il terreno libero dalla neve assorbe meglio il calore del sole facendola sciogliere prima, questo anche se le temperature possono risultare molto rigide.
-Potrete anche ulteriormente proteggerla apportando del letame intorno al tronco per un raggio di 2 metri, questo avrà la doppia funzione di concimare il terreno, ma soprattutto di proteggere dal gelo anche il suolo sottostante.

Provate a mettere un termometro di quelli che misurano le temperature minime e massime sullo stipite della vostra palma o pianta verso il sole, potrete notare come la temperatura misurata al sole sia notevolmente più alta di quella effettiva.

la temperatura minima rilevata da questo termometro è di -3° C, mentre la massima effettiva di +6,5° C, che col sole diretto è salita a +17° C,

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IL FREDDO

(dal libro "Le Palme Ornamentali di Daniel Jacquemin")

"Per le Palme non c'è completo arresto della vegetazione e la gemma centrale è in attività anche d'inverno, il che la rende sensibile al freddo. Questo cuore della Palma è comunque protetto dalle foglie giovani e dalle loro guaine già formate, dalle fibre e dalla base di vecchie foglie che ricoprono lo stipite, è quindi necessario un freddo persistente e penetrante perchè detta gemma venga danneggiata. L'umidità del suolo e quella atmosferica, il vento, la neve sono elementi determinanti per il congelamento delle cellule della pianta. Palme che sono resistenti a temperature di -10° C possono subire gravi danni con una grande umidità a -5° C; allo stesso modo, la neve fresca protegge il cuore della palma, ma dopo diversi geli e disgeli i danni possono essere letali. La durata del gelo è un fattore importante perchè sono meglio sopportate punte di temperatura abbastanza bassa che temperature negative medie della durata di vari giorni. La durata del disgelo è, anch'essa, determinante per i danni da freddo. Un disgelo lento e regolare lascia meno conseguenze di un disgelo troppo rapido. Osservazioni condotte in giardino permettono di confermare, da una parte, che le piante adulte hanno una migliore resistenza al freddo rispetto alle piante giovani, se non altro per la protezione che circonda la gemma terminale, e dall'altra parte, che, attraverso una selezione che si realizza naturalmente da quasi due secoli, certe specie acclimatate in Europa hanno una tolleranza migliore." Concimazione: "I concimi chimici sono ben tollerati dalle Palme; siano essi da interrare o fogliari, è indispensabile trovare rapporti equilibrati tra azoto, fosforo e potassio e oligoelementi,   poichè le monocotiledoni sono sensibilissime alle carenze. L'arrivo sul mercato di fertilizzanti a lenta cessione che oltre ad azoto, fosforo e potassio, includono oligoelementi, permettono di gestire bene la concimazione. Con due concimazioni a cadenza trimestrale durante il periodo vegetativo attivo, di 0,5-1 kg di fertilizzante per pianta adulta, si provvede in modo efficace e durevole ai bisogni nutritivi delle Palme."

Collegamento alla pagina di approfondimento "Per Proteggerle"....clicca qui

Qualcuno può ritenere che le palme non siano elementi autoctoni del territorio, sicuramente è vero, si può però dire che seguendo questo ragionamento non dovrebbero esserci nemmeno olivo, fico, gelso, cipresso, mandorlo, uva, oleandro e molte altre piante importate.

 

 

 

 


 

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