MICROCLIMA DEL LAGO DI GARDA

Dividerei il microclima del Lago di Garda in 2 zone:

l'ALTO LAGO da Salò/Riva/Garda, dove per intenderci nel passato si coltivavano i limoni e dove le temperature, per merito delle montagne che riflettono il calore, della massa d'acqua mitigatrice e della minor influenza della Pianura Padana, riescono ad essere anche di 1/3 gradi al di sopra del basso lago.

Il BASSO LAGO da Salò/Sirmione/Garda, dove si risente del riscaldamento con un 2/4 gradi al di sopra della Pianura Padana, ciò significa che sull'alto lago si possono riscontrare temperature anche di 3/7 gradi in più rispetto alla Pianura Padana. Si può facilmente verificare i pochi episodi nebbiosi e quindi anche insolazioni maggiori rispetto a paesi anche molto vicini a Desenzano come, Lonato, Castiglione delle Stiviere, ...e questo grazie alle colline moreniche che agiscono da barriera naturale tenendo lontane le nebbie. Vi sono giorni d'inverno nei quali facendo poche centinaia di metri da una giornata di sole tiepido si passa al freddo e grigio tipicamente invernale.

La zona fra Colombare di Sirmione e Peschiera sembra risentire meno della mitigazione del lago e questo credo sia dovuto al fatto che le colline moreniche risultano più basse provocando l'ingresso di correnti più fredde dalla Val Padana.

 

Questo microclima ha consentito la crescita spontanea di una vegetazione di tipo mediterraneo dove poi col tempo si sono aggiunte specie introdotte dall'uomo e divenute tipiche del paesaggio lacustre: vite, olivo, cipresso, gelso, leccio, agave, bouganvillae, oleandro e molte altre.

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dal libro "GARDA PERCEZIONI DI UN PAESAGGIO"

"Spesso si parla del clima del lago come di un clima mediterraneo, non è proprio esatto, ma si può parlare di sub-mediterraneo, perchè pur presentando certe caratteristiche di mediterraneità, assomiglia in realtà al clima padano-alpino (secondo la classificazione dei climatologi), e quindi gli mancano quei caratteri pienamente mediterranei rappresentati ad esempio da estati siccitose, inverni miti e dalle temperature annuali al di sopra dei 15°. La grande massa d'acqua contribuisce sicuramente a mitigare localmente il clima, ma non certo ad influenzare i meccanismi legati alla generale circolazione atmosferica padano-alpina."

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Si può aggiungere comunque che ciò che non consente la sopravvivenza di molte piante considerate "al limite della rusticità" e di molte palme, sono le basse temperature quando queste sono associate ad una forte umidità (galaverna) e dal gelo che, a volte complice la nebbia, perdura per più giorni e sicuramente in questo il lago specialmente la notte riesce a mitigare la temperatura e avere meno umidità rispetto alla pianura. C'è da tener presente che in presenza di forti ondate di gelo l'effetto mitigatore del lago è meno evidente e perciò non ci mette al sicuro da questi episodi, anche se ormai si tende a parlare di tropicalizzazione con temperature medie tendenti al rialzo.

vista dal satellite - nord italia in una notte di nebbia

vista dal satellite - nord italia in un giorno di nebbia

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dal libro "Le Palme Ornamentali di Daniel Jacquemin"

Le zone dei climi mediterranei sono divise in:

"Zona dell'Olivo", che può estendersi anche all'interno del nostro paese, ma in maniera irregolare. L'olivo resiste a temperature fino a -12° C, e si può trovare, seppur raramente fino a un'altitudine di 800 mt. Con l'olivo si trovano fico, vite, mandorlo, leccio, sughero, pino da pinoli e pino d'aleppo.

"Zona dell'Arancio", che è molto più ristretta e occupa principalmente le regioni costiere di Sud Spagna, Sud Francia, Riviera Ligure fino a Livorno, Corsica, Sardegna e Sud Italia in luoghi protetti da venti freddi. E' costituita da piccole pianure più o meno ampie, da baie dal microclima particolare o da vallate aperte e soleggiate. In questa zona le temperature molto raramente scendono al di sotto dei 0° C.

Si può dire che il Garda rientra sicuramente nella "zona dell'Olivo", con alcuni luoghi (da Salò a Riva del Garda - detta anche Riviera dei Limoni in posizioni al riparo dai venti) nella "zona dell'Arancio", come d'altra parte lo dimostrano le numerose Limonaie che fino all'inizio del secolo scorso producevano Limoni, Cedri, Arance e le piante di arance piantate sui lungolaghi di Salò e Gargnano. Qui sul Garda sicuramente le Palme sembra prediligano di più il "sole del mattino", visto il numero maggiore di esemplari presenti sulla sponda Ovest che non su quella Est.

In tutti i giardini (anche della Val Padana) si possono trovare delle zone con angoli più caldi, dove si crea un microclima, e non è raro trovare differenze di alcuni gradi fra una posizione e l'altra. Ti consiglio di provare con un termometro con memoria che registra bassa e alta temperatura e posizionarlo in inverno, prima a nord e poi a sud in posizione soleggiata, potrai vedere che anche in pieno inverno al sole le temperature che si possono raggiungere sono elevate, più di quanto si possa credere. Con queste rilevazioni potrai scegliere il luogo più adatto per la tua palma.

 

Perchè le Palme sul Lago di Garda?

Qualcuno di voi potrà giustamente chiedersi..."ma perchè palme che soffrono temperature rigide dovrebbero imporsi in località così poco idonee?": perchè nessun'altra pianta riesce a dare l'idea della vacanza tutto l'anno... cosa sarebbe la Riviera Ligure senza palme?.........ed anche perchè le sue radici non sono mai dirompenti e non alzano l'asfalto e sono perciò indicate lungo le strade a formare viali........ poi perchè la palma è per antonomasia il simbolo del caldo, delle vacanze, del relax e più di qualsiasi altra pianta evoca atmosfere esotiche ed è una conferma del clima mite della zona..

Quelle che sono descritte in questo sito, sono in maggior parte palme che riescono a resistere a temperature molto basse, a raggiungere taglie imponenti e di sicuro effetto esotico. Di alcune esiste la prova della loro adattabilità al clima dei laghi, vedi la sezione Le palme del Lago di Garda, con un pò di foto per scoprire il lato esotico dei nostri Laghi, di altre puoi andare nella sezione "Galleria di Foto" dove potrai vedere molte Palme anche da zone dove non penseresti di trovarle. Se poi possiedi una Palma in piena terra e vuoi far vedere i suoi progressi, puoi mandarmi le foto anno per anno e le inserirò volentieri nella sezione Storie di palme. Con l'esperienza posso dire che le palme meglio acclimatate sul Garda sono nell'ordine: Washingtonia filifera, Brahea armata, Butia capitata, Phoenix canariensis e sicuramente la Jubaea chilensis della quale ne esistono due bellissimi esemplari ad Arco (TN) a due passi da Riva del Garda, molto lenta a crescere e per questo motivo molto costosa da acquistare adulta, però la più resistente....queste 5 specie sono sicuramente indicate come migliori, meglio adattabili e vi sono prove certe della loro resistenza, le altre sono comunque resistenti alle basse temperature, ma fanno più fatica ad adattarsi alle nostre condizioni limite con sbalzi troppo repentini di temperature e igrometria, e hanno bisogno sicuramente di più attenzioni e cure.

Dalla Costa Azzurra alla Riviera Ligure le Palme, per citare il luogo dove meglio si sono acclimatate, sono dappertutto da secoli e sono un'attrattiva di giardini, viali e oggetto di interesse per turisti e amanti della natura. Sicuramente non si può confrontare il clima di quelle zone con quello dei laghi, ma proteggendo le Palme da giovani vi sono buone probabilità di acclimatazione anche in località turistiche dove potrebbero essere di sicuro stimolo anche per un nuovo interesse botanico, a prova del clima mite.

Qualcuno può ritenere che le palme non siano elementi autoctoni del territorio, sicuramente è vero, si può però dire che seguendo questo ragionamento non dovrebbero esserci nemmeno olivo, fico, cipresso, mandorlo, uva, oleandro e molte altre piante ormai acclimatate e rese parte integrante del paesaggio lacustre.

 

 

 

 

 

   
Piantumazione di una Phoenix canariensis
 
Piantumazione di una Phoenix canariensis
 
Passeggiata sulla Riviera Ligure
 
Foto ricordo - P.zza Cappelletti 1960
 
 

 

 

 

   
Cartolina P.zza Matteotti 1957 -Butia capitata-
 
Cartolina P.zza Cappelletti 1960 (cartolina di Lorenzo Cipriani)
 
P.zza Cappelletti 2002
 
Cartolina P.zza Cappelletti 1963
 
 

 

 

 

     
Cartolina P.zza Matteotti - Butia capitata - 1955 (cartolina di Lorenzo Cipriani)
 
Cartolina P.zza Matteotti - Chamaerops humilis - 1955 (cartolina di Lorenzo Cipriani)
 

Cartolina P.zza Cappelletti 1963

Phoenix canariensis

 
 

 

 

 

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