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RHYNCHOPHORUS FERRUGINEUS PUNTERUOLO ROSSO DELLE PALME marzo 2008 Il più temibile dei parassiti aggressore delle Palme, il Rhynchophorus Ferrugineus o Punteruolo Rosso delle Palme, è apparso nel 2005 per la prima volta in Sicilia, dove ha arrecato notevoli danni. Sicuramente si è introdotto in italia tramite l'importazione di Palme infette e si è moltiplicato distruggendo Palme secolari prima in Sicilia, poi in Puglia, Calabria, Campania e sempre più a nord dove ultimamente si sono avuti i primi avvistamenti in Liguria a Bordighera. E' originario dell'Asia sud orientale da dove, sempre a bordo di Palme, negli anni 80 ha invaso l'Arabia Saudita portandosi poi nel 1992 in Egitto e due anni dopo, sempre col medesimo sistema, in Spagna. Colpisce principalmente le Phoenix canariensis/dactylifera adulte anche se in mancanza d'altro non disdegna nemmeno altre Palme. Il problema principale è che quando ci si accorge della sua presenza, (inizialmente le foglie tendono ad afflosciarsi, poi nella fase più avanzata.... cima della palma piegata e appiattita, chioma con le foglie ripiegate verso il basso, disseccamento) il più delle volte un centinaio di larve hanno già fatto il loro lavoro ed è ormai troppo tardi. L’insetto vive sulla Palma, dove compie l’intero ciclo vitale. Depone circa 85-90 uova alla base delle giovani foglie, sulle ferite o in cavità del tronco. Dopo 5-6 giorni si ha la schiusa e le piccole larve cominciano a cibarsi dei tessuti delle giovani foglie. Queste si muovono poi all’interno della materia vegetale scavando tunnel e larghe cavità per poi distribuirsi in qualsiasi parte della pianta, anche al colletto. Il periodo larvale varia da 2 a 3 mesi poi le larve si impupano in un bozzolo cilindrico formato da strati fibrosi, fuori dal tronco alla base delle foglie centrali della pianta. Dopo 40 giorni fuoriescono gli adulti che possono vivere fino a 4 mesi, per cui l’intero ciclo di sviluppo può raggiungere 7-8 mesi. Sulla stessa Palma possono sovrapporsi quindi più generazioni dell’insetto. Sembra, ma non si è ancora sicuri, che il Rhynchophorus Ferrugineus non si sposti su una nuova palma finchè non ha completamente distrutto quella su cui vive, e questo è il motivo per cui dopo essersi accertati che ormai è persa, bisogna far presto ad eliminare la Palma infestata. Al momento sembra non esistere alcuna tecnica per poter individuare il parassita precocemente e gli stessi vivaisti si trovano in difficoltà anche solo per l'individuazione dell'animale. E' incredibile come in così poco tempo dal primo avvistamento sia riuscito a propagarsi così velocemente... Ha comunque uno scarso raggio d'azione, circa 3 km, questo fa si che i contagi avvengano prevalentemente su esemplari vicini. E' triste purtroppo dirlo, ma dopo essersi accertati della presenza del parassita, (e per farlo si può tramite uno stetoscopio...si, quello dei dottori...ascoltare l'interno della Palma, il rumore delle loro mandibole è udibile a volte addirittura solo appoggiando l'orecchio) il più delle volte ormai bisogna eliminare la Palma completamente prima che le larve finiscano la loro metamorfosi e si propaghino a macchia d'olio... perdere una grande Palma che da decenni fà bella mostra di sè è sicuramente dura da mandar giù, ma quando si è certi che è persa lasciarla morire lasciando prolificare gli assassini è sicuramente peggio. Il costo per l'abbattimento è di circa 1.500,00 euro a Palma, occhio al fai da te, escluse spese dello smaltimento dello stipite e delle foglie, si può quindi calcolare come il danno oltre che estetico sia anche economico. Comunque ha uno scarso raggio d'azione, è un coleottero tropicale e per questi motivi forse le sponde del Lago di Garda e degli altri Laghi non dovrebbero essere di suo gradimento, anche se il rischio di importare esemplari infetti comunque è reale........e........ di questo passo........ sempre più possibile.....e...attenzione!...la lotta a questo coleottero è obbligatoria, come da decreto del febbraio 2008.
LE BUONE NOTIZIE clicca qui ...collegati e leggi la notizia del 17 settembre 2008
questo nuovo sistema a microonde "ECOPALM" sembra efficace contro il Punteruolo rosso - OTTOBRE 2009
ALCUNI VIDEO del Rhynchophorus ferrugineus....da YouTube
CHIUNQUE LO AVVISTASSE SUL LAGO DI GARDA, MA ANCHE NEL RESTO D'ITALIA, E' PREGATO DI CATTURARLO E SEGNALARLO CON TEMPESTIVITA'........ INDIRIZZI UTILI E PER INFORMAZIONI.... Difesa Ambientale Centro Studi e Ricerche
per le Palme Gian...........
Di seguito notizie e Link che parlano del Rhynchophorus ferrugineus.
DA VEDERE.....Comune di Brindisi inchiesta sulle palme morte e informazioni sulla lotta al Rhynchophorus ferrugineus
Bando del Comune di Riva del Garda che dovrebbe essere esposto anche da tutti gli altri Comuni che si affacciano sul Lago di Garda
Localizzazione in Italia e nel mondo
Un'utile arma contro gli esemplari adulti sembra sia la naftalina, come diffuso dal Centro Studi e Ricerche per le Palme, funziona come repellente, per maggiori informazioni
Bando del comune di Civitavecchia
Presso i Iatmul, una popolazione indigena della Papua Nuova Guinea, le larve di Rhynchophorus ferrugineus costituiscono un'importante elemento della dieta, arrivando a rendere conto di circa il 30% del fabbisogno proteico della popolazione e costituiscono la principale fonte di zinco e ferro.....provate e fatemi sapere....
Palme che sono possibili preda del Rhynchophorus Ferrugineus Rhynchophorus ferrugineus colpisce
parecchie specie di Arecaceae tra cui le più diffuse palme
ornamentali del Mediterraneo, Phoenix canariensis e Phoenix dactylifera,
ma anche specie di interesse economico quali la palma da cocco (Cocos
nucifera) e la palma da olio (Elaeis guineensis). Altre specie su
cui sono stati segnalati attacchi sono Areca catechu, Arenga pinnata,
Borassus flabellifer, Calamus merillii, Caryota maxima, Caryota cumingii,
Corypha gebanga, Corypha elata, Livistona decipiens, Metroxylon sagu,
Oreodoxa regia, Phoenix sylvestris, Sabal umbraculifera, Trachycarpus
fortunei, Washingtonia.
Metodi di lotta..........tratto da wikipendia.org Il controllo del Rhynchophorus ferrugineus è problematico e molto difficile a causa del concorso di molteplici fattori che favoriscono il fitofago. Gli adulti si muovono con facilità e possono eludere eventuali barriere di protezione o di contenimento espandendo i focolai d'infestazione. I trattamenti chimici curativi richiedono l'impiego di insetticidi sistemici e una diagnosi precoce dell'infestazione; trattamenti curativi tardivi, oltre ad essere inutili per risolvere l'attacco nella pianta infestata, sono anche di scarsa efficacia. I trattamenti chimici preventivi possono avere una loro efficacia come barriera chimica, tuttavia presuppongono l'impiego di prodotti attivi per contatto, dotati anche di una certa tossicità, e la copertura di tutta la pianta con l'irrorazione. Il trattamento di esemplari di grandi dimensioni, che espone al rischio di fenomeni di deriva, e l'intervento in aree urbane pongono inoltre vincoli nella scelta del principio attivo subordinando l'efficacia alla tutela della salute pubblica. L'impiego di antagonisti naturali è ancora in fase di studio e al momento non ci sono ancora prospettive di applicazione significative: gli Artropodi ausiliari si sono finora rivelati insufficienti a contenere la dinamica della popolazione. Migliori prospettive sono offerte dall'impiego degli entomopatogeni, in particolare Virus agenti della poliedrosi citoplasmatica e Nematodi. L'efficacia di questi ultimi, almeno in ambito sperimentale, sarebbe stata messa in evidenza da ricerche condotte in Spagna nell'impiego sia preventivo sia curativo: la liberazione di adulti su piante preventivamente trattate con Nematodi ha prodotto una mortalità del 100%; sembra inoltre che i Nematodi siano in grado di penetrare nelle gallerie e raggiungere le larve, permettendo perciò un intervento anche in sede curativa. L'impiego delle trappole, largamente sperimentato in diverse regioni dell'Asia, del Medio Oriente e in Spagna, ha messo in evidenza l'utilità accessoria sia nel mass trapping sia nel monitoraggio della popolazione di adulti. Le indicazioni riportate in letteratura sul grado di efficacia sono discordanti, tuttavia mettono in evidenza una maggiore efficacia dell'uso di attrattivi combinati (feromone e attrattivi alimentari a base di zucchero) e l'importanza della disposizione delle trappole in relazione all'altezza. Sulla base dei risultati finora conseguiti è presumibile che la tecnologia debba essere ancora raffinata per migliorare ulteriormente le prospettive di successo. Scarsi risultati hanno finora prodotto le ricerche in merito alla possibilità di sfruttamento della tecnica del maschio sterile. Interessanti sono le prospettive di adozione di tecniche di lotta integrata, sulla base dei risultati di prove condotte in Medio Oriente. In generale la lotta integrata presuppone l'adozione di tecniche combinate che agiscono a vari livelli: monitoraggio della popolazione, ricorso al mass trapping, esame delle palme ai fini di una diagnosi precoce, misure di profilassi che consistono nell'eliminazione dei possibili siti di riproduzione, nella bonifica dei possibili focolai d'infestazione (es. giardini e palmizi abbandonati), mantenimento delle piante in buono stato fitosanitario, ricorso ai trattamenti chimici preventivi e curativi, ricorso a regolamenti che impongono misure fitosanitarie, educazione e divulgazione. L'adozione di tecniche combinate ha permesso di ottenere anche un successo nell'eradicazione (Israele), sia pure in un contesto locale e circoscritto. La letteratura cita anche la possibilità di sviluppo di metodi di diagnosi precoce più o meno singolari, come l'impiego dei cani o il rilevamento del tasso di traspirazione, che nelle palme infestate s'intensifica. In ambienti di recente introduzione, come in Italia, è di fondamentale importanza la profilassi al fine di evitare l'espansione del fitofago, intervenendo precocemente sui focolai d'infestazione. In proposito, sulla base delle difficoltà oggettive di diagnosticare precocemente gli attacchi e d'intervenire con interventi curativi, si rivelano di particolare importanza le seguenti azioni: ........il monitoraggio da parte degli Osservatori fitosanitari; il mantenimento delle palme in buone condizioni nutrizionali e fitosanitarie, in quanto la suscettibilità agli attacchi da parte degli insetti xilofagi aumenta nelle piante in condizioni di stress o comunque indebolite; l'adozione di tecniche di potatura e cure che riducano i possibili siti di penetrazione dell'insetto; la distruzione dei focolai d'infestazione, rappresentati da palme attaccate, adottando accorgimenti finalizzati ad impedire lo sfarfallamento degli adulti (rimozione delle palme, allestimento di barriere fisiche di contenimento, distruzione con la trinciatura e con la bruciatura in tempi brevissimi).
ALCUNI LINK INTERESSANTI SULL'ARGOMENTO www.pugliantagonista.it/palmemorte.htm.com/ www.comune.catania.it..collegamento alla pagina Ciclo vitale del Rhynchophorus ferrugineus Bando della regione campania contro il Rhynchophorus ferrugineus...pdf San Benedetto del Tronto...lotta al Rhynchophorus ferrugineus Collegamento al forum di www.giardinaggio.it che tratta del Rhynchophorus ferrugineus Rhynchophorus ferrugineus in Liguria Decreto del ministero delle Politiche Forestali ed Agricole per il Rhynchophorus ferrugineus Rhynchophorus ferrugineus in Sicilia Sito del medio oriente....in Inglese sul Rhynchophorus ferrugineus Consigli per la lotta al Rhynchophorus ferrugineus Il Primo avvistamento del Rhynchophorus ferrugineus nel Pistoiese Centro Studi e Ricerche per le Palme...comunicato stampa del novembre 2007 Se trovate link interessanti sull'argomento mandateli...li inserirò... ................................INDIETRO
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www.gardapalme.it
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